Recensione PIXAR M9 (VELOPRO M9): Fat Bike Elettrica a Doppia Batteria
La PIXAR M9 oggi si chiama VELOPRO M9. Analizziamo scheda tecnica, autonomia reale rispetto ai 240 km, comfort, freni, peso di 49,5 kg e il prezzo di 1.249,99 €.

La PIXAR M9 oggi si vende come VELOPRO M9: stessa fat bike elettrica dal look da motorino retrò, stesse due batterie da 48V 17,5Ah, stesso prezzo di 1.249,99 €. Se l'hai vista con il vecchio nome e ti chiedi se valga la spesa, la risposta breve è sì, a patto di accettare due limiti molto concreti: pesa 49,5 kg e porta al massimo 120 kg in totale.
Questa recensione si basa sulla scheda tecnica pubblicata dal marchio e su cosa significano quei numeri nell'uso di tutti i giorni: autonomia, salite, comfort, freni, peso e regole italiane. Non si tratta di una prova in sella: quando facciamo dei calcoli partendo dai dati, lo diciamo chiaramente.
PIXAR M9 e VELOPRO M9: stessa bici, due nomi
Il negozio ufficiale del marchio vende ormai la gamma con il nome VELOPRO e presenta diversi modelli con entrambi i nomi, come la C1 e la C1 Pro. Il motivo del cambio non è stato comunicato. Si può però confrontare la scheda della VELOPRO M9 con l'annuncio della PIXAR M9 apparso su un grande marketplace online: motore, batterie, autonomia dichiarata, pneumatici, freni, cambio, display, allarme e prezzo coincidono.
Le differenze dichiarate sono tre:
- Resistenza all'acqua: IP54 nell'annuncio PIXAR, IP65 nella tabella VELOPRO.
- Celle della batteria: l'annuncio cita celle EVE, la scheda VELOPRO non indica il produttore.
- Accessori nella confezione: l'annuncio elenca cestino anteriore, porta smartphone e lucchetto; l'elenco della scatola VELOPRO comprende due batterie, caricabatterie, pedali, kit attrezzi, quattro chiavi e manuale.
Prima di comprare, controlla sempre la scheda del venditore da cui acquisti: è lì che trovi il contenuto reale del pacco.

La scheda tecnica in breve
- Motore: brushless al mozzo posteriore, 48V e 250W nominali, coppia di 60 Nm
- Assistenza: 5 livelli, sensore di velocità, stop a 25 km/h, motore che si spegne quando tiri le leve dei freni
- Batterie: due unità rimovibili da 48V 17,5Ah, 1.680 Wh in totale, 5,5 kg ciascuna
- Autonomia dichiarata: 110-130 km in condizioni favorevoli
- Ruote: pneumatici Kenda da 20 x 4 pollici
- Sospensioni: forcella a doppia piastra con 100 mm di escursione, doppio ammortizzatore a molla al posteriore
- Freni: a disco idraulici davanti e dietro, dischi da 180 mm
- Cambio: Shimano a 7 velocità, pignoni 14-28 denti
- Dotazioni: display LCD con sblocco NFC e presa USB-C, allarme con chiavi, luci con frecce, portapacchi, parafanghi, carter catena
- Peso e carico: 49,5 kg netti, 120 kg di carico massimo, altezza consigliata 160-200 cm
A chi si rivolge
La M9 è pensata per chi vuole una bici comoda, scenografica e con tanta energia a bordo, più che una bici agile. Ha senso se:
- fai tragitti lunghi o preferisci ricaricare il meno possibile;
- hai un garage, un cortile o un locale al piano terra dove lasciarla senza fare scale;
- percorri strade rovinate, sterrati, ciclabili sconnesse o lungomare con un po' di sabbia;
- sei alto tra 160 e 200 cm e pesi decisamente meno di 120 kg, zaino compreso.
È invece la scelta sbagliata se devi portarla ogni sera al terzo piano senza ascensore, se la combini con il treno tutti i giorni o se cerchi una bici sportiva per salite lunghe. In quei casi il peso diventa il protagonista.
Motore e salite: cosa aspettarsi da 250 W e 60 Nm
Per un motore al mozzo, 60 Nm sono un buon valore: molti si fermano intorno a 40-50 Nm. La potenza nominale resta però quella fissata dalla legge e deve muovere 49,5 kg di bici più chi la guida, cioè circa 130 kg con un ciclista di 80 kg.
Sulla carta, in pianura e sui cavalcavia questa combinazione basta. Sulle salite lunghe e ripide servirà pedalare con decisione, sul rapporto più agile e al livello 5. Il sensore è di velocità, non di coppia: l'aiuto non dipende dalla forza che metti sui pedali, quindi è semplice da usare ma meno raffinato in salita.
Il cambio aiuta: con la corona da 48 denti e il pignone da 28, ogni giro di pedali vale circa 3 metri (calcolo nostro sul raggio ruota di 28 cm dichiarato), un rapporto adatto alle salite moderate più che alle rampe da affrontare da fermi. L'acceleratore incluso è limitato a 6 km/h e serve per partire o accompagnare la bici a mano; il marchio precisa che l'uso consentito dipende dalle regole locali.
Doppia batteria: 240 km o 110-130 km?
Le due batterie rimovibili da 48V 17,5Ah valgono 840 Wh ciascuna, 1.680 Wh in tutto: più del triplo della PIXAR Ride (48V 10,4Ah, circa 500 Wh). Pesano 5,5 kg l'una, quindi le porti in casa senza portare su la bici.

Perché i numeri non coincidono
Nella pagina del negozio del marchio compare in evidenza "240 km", mentre la tabella tecnica indica 110-130 km. Il dato da usare è il secondo. Basta un conto: 1.680 Wh divisi per 240 km fanno circa 7 Wh/km, un consumo possibile solo in condizioni ideali. Infatti la tabella dei livelli di assistenza dello stesso marchio lega i 240 km al livello 1, con aiuto fino a 10 km/h, ciclista di 80 kg, strada piana e circa 33 °C. Al livello 5, fino a 25 km/h, la stessa tabella scende a 100 km.
I 110-130 km dichiarati corrispondono a circa 13-15 Wh/km, un valore credibile per una fat bike da quasi 50 kg. Per pianificare con margine conviene ragionare su 15-20 Wh/km in uso misto, con salite, vento o freddo (stima nostra): circa 85-110 km con entrambe le batterie, 40-55 km con una sola. Tutti i fattori in gioco sono spiegati nella guida autonomia delle e-bike, perché i km reali sono diversi.
Ricarica e costi
Con il caricabatterie incluso (54,6V 2A, uno nella scatola) servono circa 7,5 ore per batteria: ricaricarle entrambe da vuote richiede circa 15 ore, una di notte e l'altra il giorno dopo. Il costo è basso: 1,68 kWh a una tariffa ipotetica di 0,30 €/kWh fanno circa 50 centesimi per tutte e due, perdite escluse. D'inverno le batterie al litio rendono meno: tienile in casa fino alla partenza.
Comfort: sospensioni, ruote fat e sella lunga
Qui la M9 dà il meglio, almeno sulla carta. Le gomme Kenda da 20 x 4 pollici lavorano come un primo ammortizzatore e offrono un appoggio sicuro su ghiaia, sabbia e asfalto rovinato. Davanti c'è una forcella a doppia piastra con 100 mm di escursione, dietro due ammortizzatori a molla. La sella è una lunga panca imbottita con pedane per il passeggero, il manubrio è largo 68 cm e la posizione è eretta, più da scooter che da bici sportiva.
Due precisazioni. La scheda non parla di regolazioni per le molle posteriori, quindi aspettati il comfort di una city bike ammortizzata più che di una mountain bike. E le ruote fat chiedono più energia per rotolare, uno dei motivi per cui l'autonomia reale resta lontana dai 240 km. Se sei indeciso sul formato, leggi il confronto fat bike o pneumatici normali.

Freni e sicurezza: idraulici, allarme e NFC
Freni a disco idraulici
Con questo peso i freni sono la voce più importante, e la M9 ha quelli giusti: dischi idraulici davanti e dietro con rotori da 180 mm e interruzione del motore su entrambe le leve. Rispetto ai meccanici, gli idraulici chiedono meno forza alla mano e compensano da soli l'usura delle pastiglie. Ci sono anche luci anteriori e posteriori con frecce, campanello e manopole antiscivolo.

Display, NFC e allarme
Il display LCD mostra i dati di marcia, ha una presa USB-C per il telefono e sblocca la bici con un tocco NFC. L'allarme integrato si gestisce con le chiavi, quattro nella confezione. Sono deterrenti utili ma non sostituiscono un lucchetto ad arco o una catena robusta, che per una bici da 1.249,99 € servono davvero e non compaiono nell'elenco della scatola VELOPRO.
Quanto all'acqua, IP65 (scheda VELOPRO) protegge anche dai getti, IP54 (annuncio PIXAR) dagli spruzzi. In ogni caso il marchio consiglia di evitare la pioggia intensa e di proteggere connettori e centralina dall'umidità: niente idropulitrice.
Peso e carico: i limiti veri
I 49,5 kg sono il prezzo di telaio in acciaio, doppia sospensione, ruote fat e due batterie. Senza batterie restano circa 38,5 kg: troppi per fare le scale ogni giorno, e molti portabici da auto non sono pensati per questo peso. Anche la consegna va organizzata: il pacco pesa 58,6 kg e misura 139 x 27 x 87,5 cm.
Il carico massimo di 120 kg comprende tutto: ciclista, passeggero e bagagli. Un ciclista di 85 kg ha 35 kg di margine. La sella lunga fa pensare a due persone, ma due adulti superano quasi sempre il limite, e il marchio stesso ricorda che il trasporto di un passeggero dipende dalle regole locali e dai 120 kg complessivi. E senza assistenza spingere 50 kg in salita è faticoso.
È legale in Italia?
Sì. Con un motore da 250W nominali e un'assistenza che si interrompe a 25 km/h o quando smetti di pedalare, la M9 rientra nella definizione di bicicletta a pedalata assistita dell'articolo 50 del Codice della Strada e della norma europea EN 15194. Per la legge è una bicicletta: niente targa, niente immatricolazione, niente patente. Trovi la definizione spiegata su Wikipedia e gli aggiornamenti normativi sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Modificare il limitatore per superare i 25 km/h è illegale su strada pubblica: la bici perde lo status di pedalata assistita.
Prezzo e alternative
Da BikTron la VELOPRO M9 costa 1.249,99 €, lo stesso prezzo del negozio del marchio. Per una fat bike con 1.680 Wh su due batterie, freni idraulici, cambio a 7 velocità e doppia sospensione è un prezzo coerente. Se però alcune di queste voci non ti servono, la gamma PIXAR offre due alternative più economiche:
- PIXAR Super: fat bike retrò con una batteria da 48V 30Ah (1.440 Wh), autonomia dichiarata di 90-120 km, 46 kg, a 799,99 €. Risparmi 450 €, ma è a velocità singola, ha freni a disco meccanici e pesa poco meno.
- PIXAR Ride: fat bike con telaio basso, batteria da 48V 10,4Ah, 40-60 km dichiarati, 36 kg, a 599,99 €. Più leggera e facile da inforcare, adatta ai tragitti brevi.
Gli altri modelli del marchio sono raccolti nella pagina VELOPRO.
Verdetto
Sulla carta la VELOPRO M9, già PIXAR M9, è una fat bike retrò completa: tanta energia, freni all'altezza del peso e un comfort raro a questo prezzo. I limiti sono altrettanto chiari.
- Pro: due batterie rimovibili per 1.680 Wh; freni idraulici da 180 mm; doppia sospensione e gomme da 4 pollici; luci con frecce, allarme, NFC e USB-C.
- Contro: 49,5 kg; 120 kg di carico, pochi per due persone; i 240 km in evidenza non rappresentano un uso normale; sensore di velocità invece che di coppia.
Voto: 4 su 5. Se hai un posto senza scale dove tenerla e vuoi macinare chilometri in comodità, la VELOPRO M9 è una scelta solida per 1.249,99 €.
Domande frequenti
La PIXAR M9 e la VELOPRO M9 sono la stessa bici?
Le specifiche pubblicate coincidono: motore, batterie, autonomia, ruote, freni, cambio, display, allarme e prezzo. Le differenze dichiarate sono il grado di protezione (IP54 nell'annuncio PIXAR, IP65 nella scheda VELOPRO), la marca delle celle e gli accessori nella confezione.
Quanti km fa davvero la PIXAR M9?
Il marchio dichiara 110-130 km con le due batterie in condizioni favorevoli. I 240 km corrispondono al livello di assistenza 1, fino a 10 km/h; per pianificare, una stima prudente in uso misto è di circa 85-110 km.
Quanto pesa la VELOPRO M9 e quanto carico porta?
Pesa 49,5 kg netti, circa 38,5 kg senza le due batterie. Il carico massimo è di 120 kg e comprende ciclista, eventuale passeggero e bagagli.
Serve targa o patente per usarla in Italia?
No. Con motore da 250W e assistenza fino a 25 km/h è una bicicletta a pedalata assistita, quindi niente targa, immatricolazione o patente. Modificarla per superare i 25 km/h è illegale su strada pubblica.
Quanto tempo serve per ricaricare le batterie?
Circa 7,5 ore per batteria con il caricabatterie 54,6V 2A incluso. Con un solo caricatore, ricaricarle entrambe da vuote richiede circa 15 ore.


